martedì 5 aprile 2016

La religione dei mediocrati

Il 6 gennaio ultimo scorso, é stato diffuso in tutte le reti sociali del mondo, 
un videomessaggio di Papa Francesco dedicato al dialogo interreligioso, 
in cui cattolici, buddisti, musulmani ed ebrei
sembrano posti allo stesso piano come “figli di (un) Dio”

L’ecumenismo, con l’infaticabile e vano chiacchierio del suo dialogo, è propriamente la religione dei mediocrati. È una specie di assicurazione, o di riassicurazione, per la vita e per la morte, mediante la quale tutte le religioni sono sollecitate a dichiarare in coro che indifferentemente, in qualsiasi una di loro, gli uomini possono raggiungere per la loro propria salute, per i loro piccoli affari e per la loro sicurezza, anche dopo la  morte, una buona convivenza con Dio.
In questa prospettiva, Dio sembra indifferente al fatto che si segua una qualsiasi religione. Si può persino bestemmiare contro di Lui e perseguitarLo. Lo si può anche negare. Egli è indifferente a tutte le azioni degli uomini. Olimpicamente indifferente. Ecumenicamente indifferente. Come d'altronde i mediocri, a loro turno, nel possedere o meno un Crocifisso, una statuetta di Buddha di maiolica o di ceramica, o qualche altro amuleto nei luoghi in cui dormono o lavorano, sono olimpicamente indifferenti verso Dio.
Nell’atmosfera relativista delle paradisiache nicchie mediocratiche, Dio è - secondo il detto italiano - un essere  “con il quale o senza il quale, il mondo va tale e quale”.
In questa stessa prospettiva, Dio pagherebbe gli uomini con la stessa moneta. Quindi si potrebbe dire che, per Lui, l’umanità è come un formicaio (o un covo di vipere?) “con il quale o senza il quale, Iddio va tale e quale”.

La mediocrazia e l’indifferentismo religioso sono reciprocamente corollari. Come pure, a sua volta, questo indifferentismo non é altro che una forma di ateismo. È l’ateismo di coloro che, (in un certo senso) più radicali degli stessi atei convenzionali, non prendono Dio sul serio. Mentre che l’ateo, se avesse l’evidenza che Dio esistesse, Lo odierebbe…o, forse, Lo servirebbe… Ma, in ogni caso, Lo prenderebbe sul serio.
A questo ateismo ecumenico e relativista corrisponde una specifica modalità di deterioramento morale.

Plinio Corrêa de Oliveira

(Estratti dell’articolo pubblicato sulla “Folha de São Paulo”, il 20 giugno 1981)


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